Comune di Villanova Monteleone

Storia del comune

Le origini del paese sono controverse. La presenza di siti prenuragici e nuragici fanno propendere per una datazione molto antica: 2000-1800 a.C. Ma, il nome del villaggio logudorese (Villanova) appare per la prima volta nel Basso Medioevo, nel 1364, citato in un documento storico con altri villaggi vicini. Solo in seguito, il centro viene chiamato con entrambi i nomi di Villanova Monteleone. Questo avvenne dopo il 1436, quando gli abitanti del borgo di Monteleone, dopo un lungo assedio da parte degli eserciti aragonesi, sassaresi e bosani, si trasferirono in un territorio ricco di boschi e di sorgenti e fondarono "La Villa Nuova di Monteleone".

Si estende a occidente della Comunità Montana, tra i comuni di Alghero e di Bosa in provincia di Nuoro. Bagnato dal mare per una lunghezza di 14 chilometri, con coste alte e molto frastagliate, che vanno da "Poglina" a "Sa Murena". Una caratterista spiaggia è posta in una piccola insenatura detta della "Torre Abbandonata", vicino alla quale sorge la chiesa della Speranza, conosciuta per i bei calcedoni azzurrastri concrezionati in forma di stalattiti e stalagmiti di grande bellezza. Le alture delle coste raggiungono i 500 metri e da esse scendono ripidi torrenti stagionali che in località "S'Istrampu de su Segnore" formano una cascata di tutto rispetto. Il territorio raggiunge la massima altezza (718 m) nella punta detta "Pedra Ettori", "Pietra della Vittoria", a memoria di una vittoriosa battaglia degli abitanti del luogo contro i predatori turchi; la zona è oggi anche conosciuta come "Pigada de sos Turcos" (Salita dei Turchi). Altri colli importanti sono Monte Fulcadu, Monte Cuccu e Monte Ruju. Una menzione speciale spetta al Monte Minerva (644 m) per la sua importanza storica e per la sua bellezza; esso è infatti un imponente bastione con una sommità piatta e orizzontale dalle pareti di trachite alte e a precipizio, intercalata da formazioni tufacee più tenere; completamente isolato su un vasto altopiano che si protende sulla parte orientale. Un'escursione su questi colli è consigliabile, alla scoperta di bellezze naturali, angoli incontaminati ricchi di sorgenti; per gustare le specialità gastronomiche tipiche nei numerosi agriturismo della zona. Molte di queste sorgenti alimentano il fiume Temo che nasce dal monte Pedra Ettori, attraversa il suo territorio fin quasi a toccare l'abitato del paese e, ripiegando a Sud, va a sfociare nel mare di Bosa. Caratteristica è la strada che da Alghero porta a Villanova, detta Scala Piccada, sulla quale, fino a qualche anno fa si disputava un'interessante gara automobilistica. Arrivati alla cantoniera, si può godere del bellissimo scorcio panoramico sulla Riviera del Corallo, chiuso all'orizzonte dal promontorio di Capo Caccia, che gli abitanti del luogo chiamano "Il Gigante addormentato", per la forma di uomo dormiente che assume la roccia. Se si passa di qui verso il tramonto, il dominio visivo che vi si scorge è davvero suggestivo e di notevole impatto emotivo. È prevista dai piani programmatici della Provincia (il progetto è già alla fase esecutiva), la costruzione di una strada di collegamento, per valorizzare il singolare e selvaggio tratto costiero del suo territorio, affacciato sul mare lungo la panoramica litoranea Alghero-Bosa. A sud, lungo questa strada, si stagliano sul mare le aspre e solitarie distese di Capo Marargiu. Il territorio di Villanova è stato abitato in epoca molto più antica della nascita del centro urbano. Sono presenti, infatti, numerosissimi siti archeologici di notevole importanza.